Di lana o di cotone? In fibra di legno o di cocco? La casa si veste e come d'abitudine, anche qui, andiamo a leggere l'etichetta, nella speranza di trovare l'abito giusto che risponda alle nostre esigenze e faccia bene il suo lavoro.
Il risparmio energetico comincia da lì o, per meglio dire, inizia quando le fonti fossili vengono messe in discussione. Con le crisi energetiche del '73 e del '79, i blocchi sulle esportazioni di petrolio dai Paesi Arabi appartenenti all'Opec (Organization of the petroleum Exporting Countries) e l'aumento dei prezzi del combustibile, è necessario ridiscutere la dipendenza da petrolio a cui si affianca una nuova sensibilità ecologica, che trova i propri natali proprio in quel decennio. Alla ricerca di fonti alternative e all'introduzione dell'ora legale, segue la ricerca di un miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici. Ridurne il fabbisogno significa inoltre limitare i costi di gestione, migliorare il comfort interno, evitare inutili sprechi e aiutare il pianeta. Infatti il concetto di risparmio energetico negli anni evolve dalla semplice volontà di limitare l'uso del petrolio, alla grande aspirazione di frenare il riscaldamento globale.
Con queste nuove consapevolezze si sviluppa la ricerca di materiali che vadano ad aggiungere potere isolante all'involucro edilizio; è inutile dire che a farla da padrona rimangono i materiali di origine sintetica, ricavati da lavorazioni chimiche dell'appena sopra citato petrolio.