Visualizzazione post con etichetta riciclo e riuso. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta riciclo e riuso. Mostra tutti i post

giovedì 13 agosto 2015

Taglia, ruota, cuci e ricicla

Il primo riuso arriva dall'influsso di un blog di una bravissima refashionista e il tutorial dettagliato lo trovate ne lacasanellaprateria. Lei parte da una felpa totalmente diversa da quella che avevo a disposizione, ma ci ho provato ugualmente ritagliando e cucendo una giacca xxl e il risultato è stato davvero soddisfacente. L'ho ripetuto con una mia vecchia felpa blu per la piccola di casa, un po' più rudimentale, ma carina pure questa soluzione, riportata in basso nell'angolino.
Ritornando alla stagione estiva e avendo bisogno immediato di vestitini leggeri e freschi, ho ripulito l'armadio da copricostume dismessi, dal tessuto pratico, che non sfila, dove basta la forbice e qualche bottoncino per riprendere le larghezze. Et voilà: un vecchio vestito di mamma diventa un abitino da bambina dallo stile decisamente spagnoleggiante.

sabato 18 luglio 2015

Cucito e riciclo: scambio generazionale

Quando hai una nonna, di quelle che sanno far tutto e da cui tutto vorresti imparare, non dovresti mai dirle che ti sei cucita un capo da sola a partire da una maglione vecchio e senza imbastitura. Ti guarderà male, malissimo.

A me è andata proprio così: vado a trovare la nonna (ormai dal titolo bis) e tutta orgogliosa le racconto il mio upcycling. Lei mi guarda divertita e comincia a farmi la maternale parlando di imbastiture, orli, scampoli... insomma dall'arte del cucito sono lontana mille miglia.

mercoledì 8 luglio 2015

Il sapone fatto in casa

Nell'ormai  lontano 2011 ho iniziato a saponificare, ho anche interrotto per nove mesi e poco più, ma fare il sapone è rimasta la mia autoproduzione preferita. E' un impegno da poco se vogliamo, un'ora ogni due/tre mesi e con le saponette siamo apposto.

Sapone ai frutti di bosco e cannella
Ci vuole molta attenzione e un briciolo di preparazione visto che si maneggiano sostanze come la soda caustica (idrossido di sodio). E' lei infatti l'artefice della saponificiazione al contatto con i grassi vegetali o animali che si scelgono di utilizzare. Affinché il processo chimico avvenga è necessario conoscere l'indice di saponificazione dei grassi, cioè la quantità in milligrammi di soda per ogni grammo di grasso utilizzato, che poi andrà ridotta (scontata) del 5% (non oltre per evitare irrancidimento)  in modo da ottenere saponi non aggressivi sulla pelle. Senza lo sconto della soda si avrà comunque un buon sapone da bucato.

sabato 27 giugno 2015

L'upcycling dell'estate: il bikini

Un tempo era un top estivo con doppio strato di tessuto, troppo largo, troppo corto, troppo nero e pure troppo nuovo per buttarlo.

Ci ho pensato su un po' e poi ho deciso si sarebbe prestato benissimo per un bikini estivo a fascia e, per non farsi mancare niente e buttare ancora meno, con applicazione del tessuto traforato.

Mancano le foto passo passo, ma essendo un progetto piuttosto semplice tento di riassumere a parole.

venerdì 16 gennaio 2015

La buona pratica di gennaio: facciamo upcycling!

La prima buona pratica dell'anno la presento in un'immagine.

E se la sovrapposizione delle foto prima e dopo non è sufficientemente chiara proseguo in poche parole...
Upcycling significa trasformare qualcosa di vecchio (o che semplicemente non ci piace più) in qualcosa di nuovo attraverso un'idea creativa o magari prendendo spunto da altre illuminazioni di cui il web pullula e non solo nel campo della "moda-fai-da-te".

venerdì 8 agosto 2014

Dal riciclo al bicchiere

In questi giorno (mesi???) molto piovosi che rallentano non poco il procedere dei lavori io volo al prossimo anno quando, trascorsa un'altra estate, starò seduta al mio tavolo rigirando un bicchiere fra le mani e pensierosa tornerò al primo post di questo blog, quello di presentazione, dove avevo buttato lì un'immagine che mi affascina tutt'ora: un bicchiere in vetro riciclato sul tavolo della mia futura cucina!

Mancano le pareti perimetrali, manca un solaio e manca il tetto, ma io quel bicchiere l'ho trovato, anzi ne ho trovate diverse soluzioni e le più carine ve le racconto.
Sicuramente l'immagine più accattivante, quella che più mi rispecchia, è la bottiglia mozzata che diventa bicchiere grazie ad una lavorazione del bordo che lo rende estremamente smussato e adatto ad esser portato alla bocca. Si trovano in diverse colorazioni, tutte originali e visibili sul loro sito www.boglasses.com, dove si possono visionare anche simpatiche caraffe e lampade che ho già segnato come ottimo spunto per l'illuminazione della cantina, recuperando le bottiglie d'olio bio di cui ne abbiamo una significativa scorta.

Più sobrie, ma con forme decisamente plastiche e in linea con quanto offre Altromercato, sono i bicchieri in vetro riciclato e soffiato artigianalmente Suave. Se il processo produttivo qui ha un'impronta, a posteriori dell'azione di riciclo, è comunque da citare che il vetro raccolto è acquistato da Copavic (azienda produttrice) in Guatemala da persone in difficoltà economica che ricavano una fonte di reddito dalla raccolta e dal recupero delle bottiglie e allo stesso tempo svolgono una funzione di riciclaggio per la città (fonte Altromercato).

Fortunatamente non è solo un vezzo da ambientalisti avere in cucina suppellettili in vetro da materiale riciclato, poichè ad oggi ogni 10 bottiglie di colore scuro che entrano nelle nostre case, 9 sono da vetro di recupero: una buona media e ottimo spunto di riflessione per tutti.

Un'attenzione maggiore al significato di riciclaggio non può che migliorare i dati, già abbastanza buoni, legati al vetro e sicuramente ribadire alcune cose che magari ci si dimentica può essere d'aiuto, quindi riporto alcune regole su cui il Consorzio recupero vetro (Coreve) pone l'accento per una buona differenziazione dei riufiuti:

1. Non è necessario risciacquare gli imballaggi in vetro prima di differenziarli, ma è molto importante svuotarli da eventuali residui.
Prima di rinascere come contenitore nuovo di zecca, il vetro viene in ogni caso trattato e reso idoneo al riciclo nei forni fusori delle vetrerie. Eviterai così di sprecare acqua, nella certezza di aver compiuto un comportamento corretto per il riciclo e per la tutela dell’ambiente. 
2. Non preoccuparti di eliminare etichette o altri accessori che non vengono via...
Togli tutto quello che è facilmente asportabile: tappi, collarini, “sleaves”, etc. 
3. Occhio alla ceramica, il nemico giurato del vetro!
Ci sono materiali che sembrano vetro, ma vetro non sono…il caso più insidioso è forse quello dei materiali inerti che fondono a temperature più alte del vetro, come la vetroceramica (stoviglie e pirofile da forno), la cui assoluta trasparenza trae in inganno anche l’occhio più esperto. È però importante ricordarsi di tenere la vetroceramica (tipo il “pirex”) – così come i piatti, le tazzine… in ceramica o porcellana - ‘alla larga’ dal vetro perché è sufficiente un solo frammento di questi materiali– mescolato al rottame di vetro pronto al forno– per vanificare il processo di riciclo, dando origine a contenitori destinati irrimediabilmente ad infrangersi!
4. Se il cristallo va in frantumi… non gettarlo insieme al vetro!
Bicchieri, oggetti e bottiglie in cristallo contengono un’elevata quantità di piombo, che non devono contaminare il processo di riciclo del vetro da imballaggio: per questo motivo, è importante mantenere separati contenitori e gli oggetti in cristallo dalla raccolta differenziata del vetro. 
5. Gli altri materiali da tenere separati dal vetro
Lampadine, lampade a scarica (neon) e specchi contengono sostanze pericolose per l’ambiente, assolutamente non compatibili con il riciclo del vetro (utilizzato come imballaggio per alimenti)

martedì 5 agosto 2014

La buona pratica di agosto: gira il foglio...

...e continua a scrivere, a scarabocchiare, a stampare...
Quanta carta buttiamo ogni giorno nel cestino senza pensare che potremmo riutilizzarla? Potrebbe tornare utile per prendere appunti, per annotare una ricetta che poi finirà in un faldone dove la parte sul retro verrà nascosta o per lasciare sempre a disposizioni degli estri artistici dei bambini uno scatolone con tanti fogli da utilizzare!

sabato 26 luglio 2014

Voglia di un pranzo lontano

E' quasi ora di pranzo, l'appetito pizzica lo stomaco, penso alle tre zucchine solitarie che abitano il mio frigo e con la mente volo lontana...
Esattamente volo a Madrid, al ristorante biologico e a km zero Mama Campo, dove lo studio Qatay  ha dato vita ad un intervento ragionato e che cattura l'occhio.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...