venerdì 11 luglio 2014

Intonaci in terra cruda: la scelta

Della terra cruda e delle sue molteplici proprietà sotto di forma di mattone ne ho parlato a lungo qui, ma ora provo a fare un passetto in là nella stratigrafia della parete, dove l'argilla diventa materiale da finitura.
Intonaco pregiato in terra cruda
Bianco Neutro Geosana di Ton-Gruppe
Per noi l'argilla significherà purtroppo solo questo: intonaci e pannelli di finitura. Con rammarico abbiamo messo da parte l'idea di inserire mattoni in terra cruda nel nostro nido perchè a costruzione avviata non è possibile rivedere alcuni aspetti strutturali essenziali alla buona realizzazione di un edificio in terra cruda. Se l'ossatura della nostra casa è stata pensata in latero-cemento è difficile trasporla in qualcosa di diverso anche se... inizialmente una soluzione ibrida sembrava starci.
La parte del soggiorno dovrà risultare un elemento annesso al corpo principale, per questa ragione e per la buona esposizione sembrava la situazione ideale per utilizzare tamponamenti in argilla, ma dati alla mano le superfici vetrate hanno un'importanza tale da vanificare la nostra voglia di terra cruda, soddisfattatta a quel punto solo per qualche metro quadro. Probabilmente rimarrà la cantina luogo di esperimenti!

sabato 21 giugno 2014

Il verde costruito in città

Arriva l'estate, il caldo, il sole e la voglia di uscire, di sedersi nell'erba, di togliere le scarpe e i pensieri.
Per chi, come noi, vive ai margini di boschi e prati, e per chi, sempre come noi, può contare su un pezzetto di prato dove ritagliarsi anche qualche istante fra il verde addomesticato, è tutto molto semplice, naturale, quasi scontato.
Quando il contesto cambia dimensione e dal paesello di valle si passa alla città, soddisfare il bisogno primordiale di "stare fuori" non è più tanto scontato e tanto meno naturale.  Artificiale, questa è la parola chiave, quando l'uomo disegna e costruisce pezzi di verde in città. Accostamenti di essenze, di texture, rendono i giardini luoghi diversi, da scoprire e vivere in modo nuovo... la maestria degli autori riesce spesso a trasporre in una nuova dimensione sociale il verde urbano, qualificando tanto l'oggetto di studio quanto il modo di starci.

mercoledì 18 giugno 2014

La terza serata informativa di adECOmaison

E siamo già arrivati alla terza serata in compagnia di adECOmaison.
Questa volta tutto nasce dalla necessità di un'insegna.
Quando ho aperto la mia bottega mancava qualcosa di essenziale:

mercoledì 4 giugno 2014

Il fascino della cucina Meccanica

Il più antico e prestigioso premio di design industriale è il premio Compasso d'oro assegnato dall'Associazione Disegno Industriale ed è giunto quest'anno alla ventitreesima edizione, svoltasi il 28 maggio scorso a Milano. Ai Compassi d'oro si affiancano 11 premi alla carriera, tre targhe giovani e 20 menzioni d'onore. Tra queste spicca una cucina dal sapore innovativo: Meccanica per il progetto Demode di Valcucine, disegnata da Gabriele Centazzo.
Dopo questa menzione vale la pena spendere qualche parola in più da quanto detto qui su questo sistema componibile che mi piace un sacco!

martedì 3 giugno 2014

La buona pratica di giugno: i fazzoletti di stoffa

Per quanto mi renda conto che alzarsi mentre tutti dormono per scrivere un post non sia cosa sana, lo faccio comunque perché è un tema a cui non posso resistere. Ho deciso di aggiungere a questo racconto virtuale il tag "buone pratiche" da aggiornare con cadenza mensile.
Cos'è una buona pratica? Gesti antichi caduti in disuso a seguito dei fuochi fatui delle comodità, oppure soluzioni innovative nate per fronte agli sprechi quotidiani. Si parla di piccoli gesti che trovano forza nel diventare comuni dilagando grazie al contagio del maggior numero di persone.

Eccovi servita la mia prima buona pratica: i fazzoletti di stoffa!
Non sto qui ad annoiarvi con la storia della disboscamento, l'inquinamento delle falde acquifere, costi pro capite in funzione del numero di raffreddori... La bilancia pende a favore del lavabile, anche perché cosa volete che siano 10 fazzoletti in settimana rispetto ai chili di biancheria che finiscono in lavatrice?
Ho sposato questa causa da un po', ma devo ammettere che in famiglia la porto avanti da sola, perché c'è ancora chi dice "che schifo" al fazzoletto di pezza per la sua natura di non essere monouso, come se quello di carta si usasse una soffiata e via!
Mi rendo pure conto che con nasini piccini e delicati alla stoffa, ma molto produttivi, la questione diventa ancor più complicata. Lì copio ancora una volta il Nido (dopo le sedie) e nei giorni di massima produzione di moccio si va di quadratini di carta igienica! Come al Nido vengono esposti all'ingresso quasi fossero degli emblematici bigliettini da visita, anche noi tagliamo con cura pezzettini della nobile carta per curare il nasino della principessa.

Rimane una questione: dove si comperano i fazzoletti i stoffa? Onestamente non saprei rispondere or ora su due piedi, ma sono certa che se avete una mamma o nonna over 40/50 chiedete e vi sarà dato! Sgranerà gli occhi e se è una tipica mamma trentina come la mia, vi risponderà:
"Se no vos altro..."* con espressione perplessa, ma voi ritornerete a casa felici con il vostro pacchettino di buone pratiche in tasca.

*tradotto letteralmente: "se non vuoi altro...", come dire: "che richieste strane mi fai, prenditeli pure che io orgogliosa figlia degli anni del consumismo uso solo quelli di carta!" E dopo questa traduzione mi son giocata tutte le richieste di future buone pratiche dismesse...

martedì 27 maggio 2014

La seconda serata informativa di adECOmaison

Un altro tema importante, un altro tema che mi sta molto a cuore: la questione pannolini lavabili.

Ho trascorso qualche mese della lunga gravidanza connessa alla ricerca di informazione sul mondo dei lavabili. Esistono un sacco di modelli e di tessuti, svariate modalità di piega, accorgimenti importantissimi sul lavaggio e per finire, ma non meno importante, un'imbarazzante scelta di fantasie!
Poi un bel giorno, ad incontro sul portare in fascia, ho conosciuto un'esperta che (a saperlo prima) mi avrebbe risparmiato mesi di studio, ricerca, riassunti...
Sarà quindi lei, Monica Poscoliero, da qualche mese titolare del negozio online Fadriashop e curatrice del blog pannolmumu, a guidarci in questo fantastico mondo per la seconda serata informativa di adECOmaison.

sabato 24 maggio 2014

Mattoni in paglia



Non mi sono lasciata sfuggire l'occasione di conoscere da vicino, e da voce esperta, un tema alquanto dibattuto nell'ambito della bioedilizia: le case in paglia.
L'architetto Daniele Berloffa di Archipaglia.it ha presentato presso l'Ecosportello di Trento questa affascinante tecnica costruttiva.
La domanda che sorge spontanea è: ma la paglia possiamo considerarla un materiale da costruzione? La risposta è sì, e se in Italia vale solo come tamponamento in edifici con struttura a telaio, preferibilmente in legno, nel resto d'Europa gli si riconosce capacità portante, rimanendo sotto i 2 piani di altezza.

Dai primi del '900 ad oggi sono un migliaio le case in paglia sparse nel mondo e con loro si porta avanti la tradizione della combinazione con altri materiali naturali: il legno, l'argilla (di cui se ne parla qui, ma come intonaco verrà trattata in seguito) e la calce.
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