Le materie si sovrappongono e devi spaziare da questioni idrauliche a questione elettriche a questioni di mille altre nature in poche ore. E quando dico che "devi spaziare", non è riferito ad una semplice necessità di elasticità mentale, ma al dover fare delle scelte anche su due piedi con conseguenze irreversibili la maggior parte delle volte.
Sarebbe bello poter affrontare il tutto con calma e serenità, prendendosi il tempo, ma nella realtà non è mai così, tanto meno quando le persone che decidono e fanno sono le stesse. E qui ti ritrovi ad avere uno scalino provvisorio avvitato dove non ha da stare per fare le opportune prove tecniche, perché quando si sceglie di arrangiarsi fin dove si può, si sceglie anche di improvvisare!Confesso che la mia costante ricerca del nuovo, dello sperimentare soluzioni e materiali, di certo non aiuta il consueto scorrere naturale delle cose...
Le perplessità riguardano quasi sempre l'aspetto economico: le soluzioni non convenzionali costano. Nulla di più sbagliato, ovvio ci vuole un pò di elasticità, voglia di rischiare e lasciarsi un margine di accettazione se il tutto non risulta al 100%, ricolmata pienamente dal senso di soddisfazione dell'aver realizzato il tutto con le proprie mani, o quasi.
Nello specifico sono due gli esempi ancora work in progress che posso per ora raccontare.
La scala che porta alla zona notte è figlia di numerose suggestioni: in pianta è una semplice scala a due rampa così da non ingombrare lo spazio con inutili e discutibilmente scenografiche evoluzioni.La prima rampa e il pianerottolo sono realizzati in cemento armato, la superficie verrà resa liscia con un'operazione meccanica che abbiamo preventivamente testato su una pedata della scala d'ingresso. Poi verrà tratta con olio duro e balsamo di cera, in modo da evitare eventuali spolveri e impermeabilizzare in modo naturale un materiale finito che sarebbe molto poroso.
La seconda rampa invece sarà in legno con i gradini incastrati per mezzo di supporti in acciaio in una trave in cemento armato.
Ci abbiamo pensato molto e c'è chi non ci ha pure dormito qualche notte. La soluzione più semplice sarebbe stata quella di pensare ad una trave e gradini in acciaio su cui inserire a tasca la finitura in legno. Semplice sì, ma decisamente poco economica, quindi abbiamo girato pagina e su un foglio bianco abbiamo ridisegnato una soluzione che fosse staticamente perfetta, esteticamente uguale alla precedente ed economicamente sostenibile.
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| Esempio di vasca da bagno rivestito in tadelakt |
Il bagno in questione verrà rivestito con uno spatolato a calce, quindi perché non farlo anche con la vasca? Il tadelakt potrebbe essere la finitura perfetta e tenendo conto che la struttura rientra nelle "autoproduzioni" l'investimento precipita a cifre assolutamente abbordabili. Ad oggi è ancora solo un progetto, ma stiamo affrontando gli aspetti pratici e a breve dedicherò un intero post all'argomento della riuscita (o non) dell'impresa.

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